
Capacity building in Etiopia (dal 2018)
L’Etiopia rappresenta oggi uno dei progetti più importanti di Vet for Africa. Un impegno iniziato nel 2018 e cresciuto progressivamente grazie alla collaborazione con l’Università di Bologna, le università etiopi e numerosi professionisti e partner italiani ed etiopi.
Alla base di tutte le attività c’è una convinzione: investire nella formazione veterinaria significa contribuire non soltanto alla salute e al benessere degli animali, ma anche alla sicurezza degli alimenti, alla salute delle persone e allo sviluppo economico delle comunità. È il principio dell’approccio One Health, secondo il quale salute animale, salute umana e ambiente sono strettamente collegati.
Dal 2018 questo percorso si è sviluppato attraverso sei progetti consecutivi e strettamente collegati tra loro, realizzati con il sostegno della Regione Emilia-Romagna. Nel tempo, le attività hanno coinvolto sette scuole di medicina veterinaria etiopi, creando una rete sempre più ampia di studenti, docenti, professionisti e istituzioni.
Il primo progetto è nato a Mekelle, nella regione del Tigrai. Qui sono stati organizzati corsi teorici e pratici dedicati alla clinica veterinaria, all’ostetricia, alla parassitologia, alle malattie infettive e all’acquacoltura. Alle attività hanno partecipato studenti, docenti universitari, veterinari pubblici e liberi professionisti. Quattro docenti etiopi hanno inoltre trascorso periodi di formazione presso l’Università di Bologna, rafforzando lo scambio di conoscenze e creando relazioni professionali destinate a continuare nel tempo.


Con il passare degli anni, le attività hanno coinvolto altre scuole veterinarie etiopi: Wollo-Dessiè, Addis Abeba, Gimma, WOlaita Sodo, Jinka, Borana, estendendosi anche su temi come la legislazione veterinaria, il benessere animale, la gestione del bestiame nelle situazioni di emergenza e lo sviluppo sostenibile.
I corsi combinano lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche e sono rivolti a studenti, docenti, liberi professionisti e veterinari dei servizi pubblici. La formazione contribuisce a sviluppare le competenze professionali di base raccomandate dalla WOAH – Organizzazione mondiale per la salute animale, preparando i futuri veterinari ad affrontare le malattie animali, le zoonosi e i problemi legati alla sicurezza alimentare.
I progetti più recenti prevedono anche interventi molto concreti: migliorare la produzione dei bovini da latte e da carne attraverso l’inseminazione artificiale, valorizzare e tutelare la razza bovina Borana, sviluppare l’acquacoltura e riqualificare laboratori universitari destinato alla didattica e alla diagnostica veterinaria.






Una particolare attenzione è riservata alle donne. Il progetto promuove la partecipazione e la leadership delle studentesse universitarie e sostiene donne in condizioni di vulnerabilità attraverso piccoli finanziamenti destinati all’avvio di allevamenti domestici. Anche un’attività di dimensioni ridotte può rappresentare per una donna e per la sua famiglia una fonte di reddito, una maggiore sicurezza alimentare e un primo passo verso una reale autonomia economica.


I beneficiari delle attività sono numerosi: studenti e docenti di medicina veterinaria, veterinari pubblici e privati, tecnici di laboratorio, operatori dell’inseminazione artificiale e dei macelli, allevatori, piscicoltori e donne delle comunità rurali. Attraverso di loro, i risultati raggiungono indirettamente famiglie, consumatori e intere comunità.
Il valore del progetto non risiede soltanto nei corsi realizzati o nelle attrezzature fornite. Il risultato più importante è la costruzione di competenze, relazioni e servizi che possano continuare a funzionare nel tempo. I sei progetti consecutivi e interconnessi stanno dando forma a un programma di cooperazione veterinaria di lungo periodo. Formazione, attività pratiche, approccio One Health, sviluppo degli allevamenti e collaborazione internazionale concorrono a un unico obiettivo: rafforzare un sistema veterinario sostenibile, competente e progressivamente più autonomo.
Per Vet for Africa, cooperare significa infatti lavorare insieme ai partner locali affinché diventino sempre più autonomi. Animali più sani e produttivi, alimenti più sicuri, migliori opportunità di reddito e una maggiore capacità di affrontare le emergenze sanitarie sono parti dello stesso percorso.
Non si tratta quindi di una serie di interventi isolati, ma di un impegno di lungo periodo che unisce formazione, prevenzione, sviluppo rurale, inclusione sociale e costruzione della pace.
